LIBRI E SCRITTORI: "insieme" a LORETTA FUSCO poetessa e narratrice "...tutti sapranno, tutti usciranno E insieme c’involeremo verso la luce..."

Parlare e soprattutto ascoltare Loretta Fusco crea una sensazione di dolcezza, riusciamo a captare di lei la capacità di osservare il mondo raccogliendone e traducendo in poesia e narrazione ogni sfaccettatura, ogni dualità, ogni dramma e gioia, attenta agli eventi, ai temi sociali, ai disagi.
Scopriamola insieme, nelle sue parole, nella sua bellissima poesia, "Il volo della libellula", che dedica a questo preciso momento storico, così difficile a livello individuale e per il genere umano a causa del #coronavirus che ci attanaglia... scopriamo la sua dolcezza nel video che pubblichiamo sul nostro canale 
YouTube.

"Mai avrei pensato da bambina e neppure da adolescente che un giorno la scrittura sarebbe diventata aria che respiro

Per anni ho vissuto con il complesso dell’invisibilità e forse è stata proprio la paura di non essere amata a sviluppare in me il bisogno di comunicare ampliando la capacità di ascolto. Era un modo per superare la barriera del non riconoscimento e, quell’immedesimazione nelle vite degli altri, mi riusciva bene.

Ma quando ho scoperto di amare la scrittura e che avevo delle attitudini in tal senso?

Dire che è stato per caso sarebbe svilire il mio grande amore per la poesia e la letteratura ma è in parte vero perché è stato un impulso improvviso e ricordo persino la circostanza in cui avvenne. 
Era un giorno di novembre e io, davanti alla finestra, osservavo il calare della notte, mentre un vento improvviso scuoteva le rare foglie di alberi ormai scheletrici. Quella visione colpì la mia immaginazione e fluirono i primi versi in perfetta sintonia con lo stato d’animo, in quel momento triste e malinconico. Quei versi costituirono il mio primo approccio con la poesia che divenne un’urgenza, atto liberatorio per esprimere emozioni e immagini interiorizzate di una realtà spesso disturbante.

Allora lavoravo ancora, facevo l’insegnante, e posso dire che nella vita non avrei saputo fare altro, e meglio, ma smessi i panni del lavoro piacevolmente obbligato, ebbi modo di percepirmi diversa, scoprii un’altra dimensione di me, quella accantonata, latente che venne alla luce sorprendendo prima di tutto me stessa.

Da allora è stato tutto un viaggiare, dentro e fuori, senza mete, itinerari, con un unico obiettivo: vivere il mio tempo attraverso la parola.

Mi sono chiesta spesso: “Ma io, sono più poetessa o narratrice?” avendo esordito con tre pubblicazioni di poesie prima di arrivare al romanzo.
Nel mio cimento di narratrice, non ho mai abbandonato i pilastri portanti della mia produzione poetica in cui la #donna emerge in tutte le sue sfaccettature.

Il mio romanzo Teresa e Blanca è scritto al femminile, non solo perché incarna nei personaggi i valori pregnanti associati allo spirito femminile – la sfera dei sentimenti e delle emozioni, l’empatia e la tenerezza della relazione con l’altro – ma anche perché rivendica il valore della donna e  del suo  diritto al rispetto e alla parità etica e giuridica.

Ed è proprio su Teresa e Blanca che vorrei porre l’attenzione, anche perché il romanzo ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria “Premio Kafka 2018 a Udine.

Ma perché leggere Teresa e Blanca?
Sono molte le ragioni, a partire dal  tema della #violenza alle donne, tanto dibattuto e purtroppo sempre attuale,  al fatto che il romanzo è ambientato sul territorio, in Carnia, la montagna con i suoi silenzi e l’infinita bellezza delle sue vallate. 
Teresa e Blanca è una storia di donne e parla del coraggio delle donne. Entrambe accomunate dalla sofferenza ma anche dalla volontà di non farsi sopraffare dagli eventi, pur vivendo in due punti estremi del mondo, a latitudini distanti, finiranno per incontrarsi e sorreggersi a vicenda.
La sorte aveva stabilito per Teresa, in gioventù, l’attiva partecipazione alla #Resistenza sulle montagne della #Carnia insieme agli uomini, con la determinazione di un uomo, indifferente ai #pregiudizi che l’avrebbero voluta, in quanto donna, rassegnata a subire, succube e inerme, la feroce asprezza della guerra. Una donna ribelle alle convenzioni, tenace nel difendere il suo valore di persona a dispetto del suo genere, eppure delicata nei sentimenti e aperta all’amore.

[…] In paese,  come ti avevo detto,  mi consideravano un po’ strana e non soltanto perché avevo saputo rompere con gli angusti confini riservati alle donne. Avevo una forza “muscolosa” non solo nelle braccia. Le donne mi guardavano con sospetto perché ero diversa da loro e non indugiavo in chiacchiere amorose o nei soliti discorsi riguardanti la spicciola quotidianità... Io mi sentivo attraversata da mille scosse elettriche e non concepivo l’immobilità dovuta al ruolo secondario attribuito alla donna. Andavo, tornavo, lavoravo sempre pervasa da un sentimento di libertà e consapevolezza della mia unicità…

A chi mi chiede se ho un pubblico ideale, la mia risposta è no, in quanto non ho interlocutori privilegiati. Parlo a tutti e c’è sempre qualcuno che può riconoscersi in quel che scrivo e condividere i miei pensieri magari recuperando un’emozione.
Cerco comunque di stabilire con il lettore un’interazione autentica, e vivendo la vita a pori aperti, non posso non essere influenzata da quanto succede intorno a me. Il  mio sguardo sul  mondo non è distratto, quanto avviene non mi lascia indifferente, mi sento coinvolta fino all’ultima cellula, soprattutto oggi in cui tutto sembra crollare. Ma mai come oggi sento di avere una responsabilità nello spargere le mie idee e cerco di usare la parola con consapevolezza e positività come in questa  poesia intrisa di speranza.

Il volo della libellula

Quando tutto sarà finito

andrò per i prati

e librerò come una libellula

vestita di fior di pesco

e rametti di biancospino

intrecciati sul capo.

Ascolterò le rane

gracidare la loro gioia

e il tamburellare impazzito

del picchio

sulla corteccia del tronco,

non sarà per amore.

Lambirò l’erba virginale

per sentire gli effluvi

di latte di madre

e succhi di corolle.

Picchietterò sulle case chiuse

illuminandole con le mie ali cangianti

E tutti sapranno, tutti usciranno

E insieme c’involeremo verso la luce.

lf (marzo 2020- ai tempi del #coronavirus)

  

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