di Giuseppe Capoluongo
SPIFFERI DI VERSI Prosa e Versi
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Produttore: Orto della Cultura
Descrizione

Quest’opera

Lievitava nell’ombra dell’inconscio
incardinata ad una idea concreta
uno scrigno di trepida illusione
nell’infuso dei sogni senza fine
un fulgido spartito reticente
finalmente snudato e reso noto
come brama affrancata dalla sorte
nel fogliame minuto della vita

Giuseppe Capoluongo, noto nell’ambiente artistico e amicale con l’appellativo di “Pino”, è nato nel 1945 a Torre del Greco (NA), gemma incastonata nel grembo del fiabesco e ridente litorale campano, patria del corallo e dei cammei. Ha lavorato pres- so l’Amministrazione dello Stato per quattro decenni: a Larino (CB), a Torino e a Udine. La sua preparazione è di carattere tecnico. infatti nel 1965 si è diplomato geometra. Ma per lui è fonte di rimpianto non aver potuto seguire studi classici, assecondando la spontanea inclinazione all’arte del poetare. Sin dagli anni verdi ha composto versi e, nell’età matura, ha iniziato a prendere parte a concorsi, vedendosi così premiare all’Accademia Belli di Roma, al Concorso Nazionale di Poesia Religiosa CVS (Centro Volontari della Sofferenza) di Savona, a Formigine (MO), a Viareggio (LU) dalla Capitaneria di Porto Nazionale, col primo premio sul tema della Grande Guerra a Vermiglio (TN) e altri.

Il testo che l’Autore va testè a presentare è un’idea nuova di conciliazione di prosa e poesia, sulla base di una storia immaginaria le cui radici trovano le basi in luoghi reali e nell’integrazione che Pino Capoluongo fa con testi poetici inerenti il duplice racconto che si sviluppa nell’opera.

L’autore infatti, ha inserito nell’opera un racconto nel racconto − Il fauno − tutto in versi, che condisce in effetti il racconto principale, più tutta una serie di poesie riferite ai vari passag- gi del racconto spezzettato per dare suspence allo stesso, e nel contempo permettere la vivificazione del sociale e delle tradizioni locali tramite una bella esternazione dell’Io permeato di una musicalità sovente presente in endecasillabi ritmati che traggono origine dalla nostalgica natura di un partenopeo costretto a vivere lontano dal solare luogo natìo, ma bene inserito nel territorio d’adozione (Friuli, Udine, Trieste, Venezia...).

L’esperienza creativa di Capoluongo, pervas di sottesa mediterraneità, presenta particolari componimenti d’amore per la vita; amore considerato nella sua capacità di conoscenza dei propri sentimenti e di quant’’altro di sé, in un’offerta che nell’Autore si svela totale e profonda. Amore che schiude la strada alla pace, all’armonia e alla bontà. Amore che è un dovere e un diritto verso l’umanità e verso la natura. Amore che è “per sempre” Amore per il creato, per l’esistenza immortale, per l’Infinito, per l’Assoluto. La trattazione del racconto si snoda sull’onda di perni tematici finalizzati su piedistalli valoriali e spalanca il sipario su scenari inconsueti, di particolare specificità, che rivelano un netto orientamento “al Bello, al Vero, al Bene”. Le liriche − e molte si palesano quali autentiche opere pittoriche − esemplificano la storia e i pen- sieri e generano immagini; ispirate soprattutto da particolari versi che fanno da singolare cornice. Poi − come in un gioco di specchi − fra i linguaggi si instaura una reciprocità complementare. Vengono così alla luce modalità comunicativo/metacomunicative idonee a rendere esplicite, con originalità straordinaria, anche aspirazioni teoriche e d’azione proprie dell’UNESCO, a lato dello slancio manifesto «a costruire “ponti” con gli attori della società civile». Capisaldi esistenziali emergono da percorsi palesi ma anche impenetrabili e subliminali, e lo slancio vitale di Capoluongo predomina con spontaneismo e perizia, con intensità e bravura, con spiritualità e vocazione per l’opera sociale. Il Club UNESCO di Udine apprezza lo zelo dell’Autore − impregnato di evidente va- lenza − ed è dell’avviso che tale coscienziosità e costruttività, sovente in sintonia con i canoni letterario − architettonici classici, possa essere testimonial di una messaggistica in concordanza con gli obiettivi dell’Organizzazione Internazionale.

Renata Capria D’Aronco
Presidente del Club UNESCO di Udine Sindaco e Segretario Generale del Collegio della Federazione Italiana dei Club e Centri UNESCO, Associata alla Federazione Mondiale

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